You are here:Home-Race-MyLand 2017

MyLand 2017 400kms.

Non ho memoria di una corsa in bici cosi lunga e cosi devastante come questa. La MyLand bike festival e un evento che si svolge in Sardegna e che fa parte del circiuto Audax, che riunisce tutte le gare dei Randoneer. Nello specifico questo tipo di evento e orientato sul fuori strada, quindi da percorrere con MTB o simili. La manifestazione prevedere 3 tipi di distanze, 120, 220 e 400 km, con dislivelli che sono relativamente di 2500, 500o e 10000m. Posso garantire con certezza che i dati sono esattamente questi. Non si tratta di una gara competitiva ma di un evento volto a testare la resistanza fisica e mentale di un atleta, comprese le sue capacita di adattamento e di orientamento tramite l’uso del gps. L’utilizzo di quest’ultimo e chiaramente fondamentale per la riuscita dell’evento. Sul sito ufficiale MyLand,

 

a meno di una settimana dall’inizio dell’evento, che era per il 22 giugno 2017, sono state rese pubbliche le tracce del percorso. Il sistema e molto semplice. L’evento prevede la sosta lungo il percorso su dei chech point, che hanno lo scopo di registrare l’ora di passaggio dell’atleta e l’eventuale ora di uscita qual’ora uno decidesse di sostare anziche ripartire immediamente. In ogni punto di controllo erano presenti dei volontari che fornivano cibo e acqua, e in alcuni di essi vi erano anche servizi aggiuntivi come doccie o mini officine per piccoli interventi sulle bici. Avendo io scelto la distanza dei 400km andro a descrivere questa distanza, che chiaramente e quella che presentava piu ostacoli delle 3. Ma partiamo dall’inizio.

Giorno 1.

La mattina si parte intorno alle 8:00, non troppo tardi non troppo presto, la distanza da casa e di circa 140km. Arrivo al quartier generale intorno alle 10:00, tutto e organizzato molto bene, ci sono i parcheggi per le maccchine e nel punto di ritrovo ce abbastanza spazio per tutti. All’ingresso ce l’accoglienza dove ritirare il pacco gara, che contiene fondamentalmente prodotti tipici della Sardegna. La struttura e fornita di tutto cio che serve per organizzarsi al meglio, ce una stanza adibita a dormitorio, bagni, cucina, e all’esterno, presso un campetto da calcio, si trovano le doccie. In realta una sola doccia, ma e piu che sufficiente visto che alla fine gli atleti arriveranno a orari diversi e quindi ci sara il tempo di liberare la doccia per il prossimo atleta. I primi a partire alle 14:00 sono i ragazzi che faranno i 120km, con un ascesa totale di circa 2500m. Un’ora dopo partiranno i partecipanti della 220km e infine alle ore 16:00 partira il gruppo di cui io faccio parte, i ragazzi della 400km. La manifestazione e stata pubblicizzate molto bene, e ce anche un addetto stampa della televisione locale che riprendera l’evento, o almeno la partenza anche perche durante il percorso e difficile fare riprese. L’ora della partenza si avvicina, ma stranamente non sento nessun tipo di pressione, sono molto rilassato. Nelle settimane precedenti all’evento ho preparato molto bene le lunghe distanze, cimentandomi anche su distanze di 250km tutti filati in un giorno solo. L’ora fatidica e arrivata. Alla partenza siamo solo 31, daltronte non tutti sono cosi folli o preparati per poter affrontare una cosi lunga distanza in MTB. Dopo i saluti di rito, le foto e quant’altro finalmente si parte. Essendo pochi e facile vedere chi ti sta davanti e chi ti sta dietro. Dopo appena due salite ci ritroviamo in 3 in testa alla corsa, io, Paolo Massenti e Francesco Strizoli, con il quale alla fine trovero un equilibrio perfetto e con il quale finiro la gara. Parlando del piu e del meno viene fuori che io a Francesco siamo neofiti di queste manifestazioni, ed entrambe non immaginavamo minimamente che Paolo fosse il ragazzo che aveva fatto il miglior tempo nella competizione l’anno precedente, e lui si e ben guardato dal darci informazioni di questo tipo. I primi 20-30km scorrono molto veloci, e per i miei gusti il passo era un po troppo forte, anche perche la gara era appena iniziata e 400km sono molto molto lunghi da percorrere. Tutto comuque andava piu che bene fino a quando in una discesa, che ho affrontato non troppo convinto, sono caduto. Niente di grave per fortuna, solo una strisciata che ha solo lasciato segni sulla gamba sinistra. Non essendo uno alle prime armi ho capito subito che c’era un limite che avrei dovuto riprettare, e purtroppo non avendo un gran feeling con la mia ruota anteriore, il limite da rispettare era molto alto, tanto che per colmare il gap che gli altri mi davano in discesa ero costretto a forzare un po di piu in pianura. Ma tutto questo non era un gran problema. Le energie c’erano, e anche gli altri prima o poi si sarebbero stancati. Verso il km 40 arriva da dietro un’altro signore, dal nulla, e si unisce a noi. Solo dopo ho scoperto che era Maurizio Doro, uno dei grandi pionieri delle lunghe distanze in tutto il mondo. Questo poteva significare solo una cosa: il livello della competiozione era alto, il percorso sarebbe stato arduo e difficile. Dopo poco siamo arrivati al primo check point, quello di Marrubiu, che abbiamo raggiunto alle 19:34. L’accoglienza e stata ottima, panini e bevande a disposizione di tutti. Durante la sosta ho chiesto una pompa per la ruota posteriore, che non so per quale motivo si era leggermente abbassata. Francesco e stato grande mettendomi a disposizione la sua. Mangiato e firmato e siamo ripartiti come 5 e 6. Quelli arrivati insieme a noi erano praticamente scomparsi all’orizzzante in men che non si dica. Ripartiti la testa gia pensava al prossimo check point, quello di Pira Inferta. Tutto e andato secondo i piani, niente di particolare o di anomalo, se non che a pochi km dal CP raggiungo i 2 che erano difronte a me. Mi aggiungo a loro e iniziamo a pedalare. Tutt’a un tratto inizia la salita e dopo pochi km mi rendo conto che qualcosa non andava. Il GPS mi dava 105km percorsi, ma al km 101 avremmo dovuto trovare il CP. Ovviamente avevamo sbagliato, e la colpa aime e stata della mia inesperienza. Il problema e stato che fidandomi di chi avevo davanti, ricordo che erano professionisti, non ho controllato il GPS passando quindi il CP. Lunica cosa da fare era tornare indietro e firmare. Ormai il danno era fatto. Arrivato al CP ho trovato dinuovo Francesco che si stava rifocillando. Io non mi sono fermato e come sono arrivato sono ripartito alle 22:52 come 6 in classifica. Difronte a me sono un atleta, che avevo fatto il giusto percorso e aveva preso vantaggio. Da qui in poi quello che mai ti aspetti. Mancano 20km al 3 CP, ma mai e poi mai mi sarei aspettato un percorso cosi difficile. Salite impressionanti con pendenze sopra il 20%, strade quasi impraticabili, legni ovunque nel bosco, e il freddo che faceva da padrone. Una sfida assurda che mai mi sarei aspettato. Dove mi alleno non esiste niente di simile, percio non ero preparato a superare una cosa simile. Tra mille peripezie e tra la voglia di arriva al CP ho continuato da solo fino alla vetta dove ho raggiunto in check point di Roja Menta alle 01:02. Questo e era uno dei CP dove avevo mandato i miei rifornimenti. In tutto ho scelto 3 check point come appoggio, Roja Menta al km119, Nolza al km 223 e Sa Corona Arrubia al km 320. Qui ho deciso di riposare e sono ripartito alle 04:15 insieme a Francesco, che avevo lasciato indietro lungo la salita. Da qui in poi continuero la gara con lui fino alla fine, senza mai perderci di vista. Purtroppo cio che si supponeva essere riposare e stato vanificato dal bordello creato dai ragazzi che stavano li al CP, quindi di fatto il sonno vero e proprio forse e stao 1 – 2 ore.Il secondo giorno di gara stava iniziando.

Giorno 2.

Ripartiti dal CP ora si pensa a fare i piu km possibile entro la fine della giornata. Dopo l’estenuante salita del giorno prima gia pensavo alla salita piu dura che ci avrebbe aspettato al km270, salita che ci avrebbe portato fino alla cima piu alta della gara, a oltre 1000m di quota. La prim sfida e quella di raggiungere il prossimo punto di controllo situato ad Asuni, ad 80km di distanza. Tutto procede normalmente, niente che desti preoccupazioni. Il paesaggio e stupendo, la giornata e fantastica e tra crisi di fame e dolori incredibili al sedere arriviamo ad Asuni alle 12:22. Mangiamo e pochi minuti dopo ripartiamo verso la salita che ci portera fino ai 1000m di quota. Arrivati in cima posso chiaramente dire che e stata tremenda, salite lunghissime, estenuanti, che solo se preparati fisicamente possono essere affrontate al meglio. E uno sforzo sia fisico che mentale, anche perche il sonno, la stanchezza e la fame si fanno sentire piu marcati. Ma nonostante tutto arriviamo in cima, mangiamo e subito ripartiamo per non perdere troppo tempo. Lungo la discesa troviamo uno dei partecipanti che nel frattempo ci aveva superato lungo il percorso. Dopo una lunghissima discesa che ci ha riportato a valle ora si intravede un’altra salita alla fine della quale troviamo l’altro CP di meta gara, quello di Nolza. Un piccolo casolare in mezzo alla campagna, fornitissimo e con tutto cio di cui si ha bisogno. Qui trovo il mio secondo pacco e faccio il pieno per affrontare la seconda meta di gara al meglio che posso. Da qui in poi le cose si faranno molto piu complicate. La mia idea iniziale di finire entro 40 ore al gara diventa sempre piu difficile, non tanto per colpa della forma fisica ma quanto per la conformazione del percorso, il quale presenta troppi punti dove e necessario fermarsi e perdere tempo a saltare muretti, aprire cancelli o anche solo spingere la bicicletta. Si va avanti e il prossimo CP e quello di Nuragus, situato al km277. Quando arriviamo alla palestra che ospita il controllo troviamo molti atleti anche della distanza intermedia che cercano di rifocillarsi e riprendere le forze nell’attessa di ripartire. Noi troviamo anche Antonio Marino, che sin dall’inizio ha corso a poca distanza da noi. Qua deciamo di ripartire in 3 per arrivare al CP notturno di Sa Corona Arrubia. Arrivati alle 20:49 siamo ripartiti alle 21:21. Da qui la sfida diventa veramente estrema, i dolori al sedere sono veramente incredibili, ma la voglia di raggiungere il traguardo e veramente troppa. Dopo aver fatto qualche km in 3, io e Francesco ci stacchiamo e arriviamo in piena notte a Sa Corona Arrubia. E la 01:36. Quando arriviamo vediamo dal registro che prima di noi e arrivato il concorrente che e in testa, il quale sta riposando. Chiaramente non e fattibile continuare senza riposare, le crisi di sonno negli ultimi 20km sono state sempre piu forti, quindi il riposo si rende praticamente necessario. L’idea era quella di dormire 2 ore, ma quando ci hanno svegliato mi sono rifiutato di ripartire, anche perche non sapevo nemmeno dove mi trovassi tanta era la stanchezza. Francesco ha voluto aspettarmi, anche lui era provato. Ripartiamo alle 05:56. Il terzo giorno di gara e iniziato.

Giorno 3.

Avanti a noi ora ci sono 3 atleti che hanno tutti un discreto vantaggio. Al risveglio e stato impossibile mangiare qualcosa. Lo stomaco era troppo chiuso e non ne voleva sentire di accettare cibo. Una volta usciti l’umore e alle stelle. Io sono super agguerrito, ho intenzioni bellicose, voglio recuperare quelli che ci stanno davanti, e se possibile anche andare a vincere la competizione. Francesco all’inizio e un po piu demoralizzato, quindi gli ho detto di stare dietro di me e starmi a ruota anche perche io non ho nessuna intenzione di mollare. Arriviamo dunque all’ultimo CP, quello di Baradili. Qui arriva un altro nostro errore, infatti saltiamo il CP ma per fortuna ci accorgiamo subito dell’errore e vediamo difronte a noi Antonio che sembra discretamente provato. Tornati indietro e rifocillati al CP ripartiamo a testa bassa all’inseguimento dei 3 che ci stavano davanti. Dopo pochi km troviamo subito Marino che palesemente e in crisi di energie. Ci salutiamo e andiamo avanti. Inizia la super salita che ci portera sulla Giara. La salita e lunghissima ed e tremenda. Le energie iniziano a mancare, ma il morale e sempre alto. Arrivati in cima e Francesco che ora tira il treno della situazione. Inizia a spingere su tutta la pianura della Giara, tra fango, fossi, polvere, single track e sassi. Arriviamo fino in cima, saltiamo l’unico muro che ci separa dalla fine ed entriamo in un percorso accidentato. Ancora il secondo non si vede. Daniele Modolo e uno che ha esperienza, ma si muove con una bici pesante, e non puo essere cosi lontano. Infatti dopo circa 10 minuti eccolo comparire. Superato o megli sverniciato ci avviamo verso la gloria del nostro secondo posto. Gli ultimi km sono una vera e propria maratona verso la fine. A 4km dalla fine mi distacco per andare a stampare il miglior tempo possibile. Francesco non ne ha piu ma io voglio comunque fermare il cronometro. Alla fine chiudiamo in 43h01′, a soli 22 minuti da Maurizio Doro. Per essere la prima volta direi proprio che non e andata male.

Post Gara.

Una volta arrivato e finalmente ora di riposarsi e di rilassarsi. Gli sforzi dei 3 giorni di gara sono stati grandissimi e il fisico ha proprio bisogno di riposare. Dopo aver ricevuto i complimenti degli organizzatori che si trovavano alla reception e tempo di una bella doccia e di fare un riposino. 2 ore circa di riposo sono sufficienti per farmi riprendere. I dolori al sedere sono ancora incredibili e le labbra sono completamente spaccate. Le gambe con mio grande piacere sono tranquillissime, sono in forma e non ho dolori di nessun genere, a parte la ferita dovuta alla caduta che pizzica un po. La schiena e forse quella che ha sofferto di piu. Il carico continuo sulle spalle alla lunga si fa sentire e ora che mi sono rilassato il fastidio si fa sentire tutto. Infatti anche abbassarsi a raccogliere qualcosa da terra e una vera impresa. La soddisfazione di aver raggiunto tale risultato e incredibile. Fantastico. Tutti gli allenamenti fatti nelle settimane precedenti hanno dato i loro frutti. Da ora in poi sara una sfida continua.

Considerazioni.

Alla fine di tutto la MyLand e stata piu una sfida con me stesso che contro gli altri. Cimentarsi in un’impresa di questo genere non e da tutti, e lo dimostra il numero di iscritti e il numero di ritirati dalla competizione. La sfida oltre che fisica, chiaramente lo sforzo fisico e indubbio, era mentale. Avere a che fare con la fatica, le crisi di fame, la crisi di sonno, l’incertezza nel sapere dove andare nonostante il GPS, e stata veramente una super sfida che erano anni che volevo affrontare. Durante il percorso ho scoperto che l’alimentazione e fondamentale se si vuole riuscire ad affrontare al meglio una sfida del genere. Le lunghe distanze portano con se tante problematiche a livello alimentare. Nella manifestazione ho mangiato praticamente porcherie, ma sono state tutte esperienze che mi hanno formato. Ora per esempio so che i dolci sono molto utili e che sono digeribili in qualsiasi momento. Le barrette energetiche sono state utili solo il primo giorno dopo di che il fisico si e rifiutato di ingerirle. Il pane e il riso invece sono alimenti che gradisco molto. Tutto il resto e stato mangiato molto bene, dal mais al tonno. Per l’acqua invece non ci sono stato problemi cosi come per il polase. Finalmente so un po meglio su come ci si comporta sulle distanze, e ora non resta che provare a fare altre esperienze.

Tutte le informazioni sulla gara, sul tracciato, sui waypoint e sui risultati vengono riportati qui di seguito.

Ecco le tracce, i waypoint e i documenti di tutti i percorsi

2017-06-09T15:57:19+00:00

Leave A Comment